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Comune di Milano ODG a favore del pluralismo religioso

Depositato in Consiglio Comunale di Milano Ordine del Giorno a favore del pluralismo religioso.

Una città plurale si costruisce a partire dalla laicità.

In occasione della  Giornata per la laicità, della libertà di pensiero e del pluralismo religioso la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, insieme alla Commissione pari opportunità e diritti civili del Comune di Milano presieduta dalla Consigliera Diana De Marchi, ha organizzato un convegno durante il quale si sono approfonditi i  problemi e i vincoli che le Amministrazioni comunali affrontano nel garantire la libertà di culto nel territorio da loro governato, in quanto diritto costituzionale.

Infatti, l’assenza nel nostro ordinamento di una legge che definisce cosa è o cosa non è religione impedisce il rispetto delle normative e rischia di costringere le comunità religiose alla clandestinità e al camuffamento in altro tipo di organizzazione.

Con la collaborazione dell'Avvocato Ilaria Valenzi, consulente della Fcei (Federazione delle Chiese Evangeliche in Italia) e di Alberto Fossati, professore di Diritto costituzionale presso l’Università Cattolica durante il convegno si  è presentata una proposta di Ordine del Giorno che è stato accolto e depositato nei giorni scorsi in Consiglio Comunale di Milano da Diana De Marchi e altri consiglieri,  che sarà discusso in una apposita seduta, e che invita il Parlamento a legiferare in materia di pluralismo religioso.

Auspichiamo per tanto anche il successo dell’iniziativa promossa dalla Fondazione Astrid, in programma domani giovedì 6 aprile a Roma presso la Sala Zuccari del Senato, durante la quale, dopo oltre due anni di lavoro, un gruppo di giuristi coordinato dal costituzionalista Roberto Zaccaria renderà pubblica una proposta per un disegno di legge in materia di libertà di coscienza e religione.

Marco Mori, coordinatore della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, dichiara: “Le comunità religiose – con o senza intesa con lo Stato – sono tantissime. Con la Consulta laica abbiamo voluto stimolare un dibattito che speriamo da Milano arrivi ad altri comuni della Lombardia, regione nella quale con una legge pretestuosa si sta di fatto vietando la costruzione di luoghi di culto, ledendo così i diritti costituzionali dei cittadini.”

Diana De Marchi dichiara: “Mi auguro che questo ordine del giorno venga approvato in modo trasversale, infatti dobbiamo favorire tutti la convivenza armoniosa e costruttiva tra le diverse religioni per consolidare la coesione sociale e promuovere i percorsi di integrazione, nel rispetto della Costituzione. Il riconoscimento del pluralismo religioso è indispensabile perché solo dove ci sono rispetto, inclusione e integrazione le diverse comunità religiose contribuiscono al consolidamento della società civile tutta, questo è un investimento importante per il futuro del nostro Paese e dei nostri diritti costituzionali.”

Mori conclude: “il nostro tempo è spesso caratterizzato da modalità di gestione del fenomeno religioso solo in termini di emergenza ed estremismo, ed estremisti spesso sono gli interventi delle istituzioni, che vietando o non riconoscendo le diversità di appartenenza, o non appartenenza, finiscono con alimentare incertezza e non quella sicurezza che invece si prefiggono di garantire. Solo regole democratiche e il principio di laicità delle istituzioni possono garantire piena eguaglianza e il rispetto dei diritti costituzionali.”

Libertà religiosa in Italia

Tra diritti costituzionali e governo del territorio

Una città plurale perché laica

Venerdì 17 febbraio 2017 Ore 18:00

Sala Alessi Palazzo Marino Milano

Libertà religiosa e pluralismo religioso sono temi che spesso restano ai margini del dibattito politico o sono trattati superficialmente (o parzialmente) e che invece necessitano di una forte attenzione, anche da parte delle istituzioni.

L’assenza in Italia di una normativa sulla libertà religiosa, oltre ad avere impatti nella vita quotidiana delle persone, ha anche ricadute sulle amministrazioni comunali non solo nel dialogo con le diverse comunità, ma anche sulla gestione del territorio, come nel caso della costruzione di luoghi di culto o nel garantire lo svolgimento di manifestazioni religiose.

In occasione del 17 Febbraio, Giornata per la Laicità, la libertà di pensiero e il pluralismo religioso, come ogni anno la Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni propone un momento di riflessione e di sviluppo di strumenti e modalità di dialogo trasversali ed inclusivi per favorire il pluralismo religioso, l’esercizio di diritti di libertà e una società più laica, nella quale le istituzioni possano trattare tutte le comunità religiose allo stesso modo.

DIBATTITO PUBBLICO con:

ANNA SCAVUZZO Vicesindaco Comune di Milano

DIANA DE MARCHI Presidente Commissione consiliare Pari opportunità e diritti civili, Consiglio Comunale di Milano

ILARIA VALENZI Consulente legale FCEI (Federazione delle Chiese Evangeliche Italia)

ALBERTO FOSSATI Professore di Diritto Pubblico e Legislazione sociale Università Cattolica di Milano

INTRODUCE E MODERA: SAMUELE BERNARDINI Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni

Milano Laica. La città di tutte e tutti.

Comunicato Stampa 
Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni 

Milano, 28 maggio 2016

Lettera ai candidati sindaco di Milano


La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, organismo che dal 2009 mette in rete più di 20 realtà associative che operano nella "grande Milano" con l'obiettivo di promuovere una cultura e un pensiero laico e monitorare il rispetto del principio di laicità nelle decisioni e nelle politiche pubbliche adottate dalle amministrazioni del territorio, in occasione dell'appuntamento elettorale, ha spedito a tutti i candidati sindaco una lettera con la volontà di conoscere  le posizioni e/o l'orientamento su alcune questioni "aperte."

Marco Mori, Coordinatore della Consulta, dichiara:  "5 anni fa, tramite milanolaica.it, abbiamo chiesto a tutti i candidati di esprimere la propria posizione in merito a unioni civili, testamento biologico, luoghi di culto, simboli religiosi. Milano in questi 5 anni è cambiata, ha saputo ritagliarsi un ruolo di avanguardia in alcuni ambiti, in particolare sui dirititi civili. Tuttavia, alcune questioni sono state ignorate, mentre alcune iniziative intraprese hanno messo in evidenza forti criticità e poca coerenza.
Nel momento in cui alcune forze politiche spingono all'obiezione di coscienza gli amministratori locali nell'applicazione della legge sulle unioni civili; e mentre alcune forze si oppongono in modo incostituzionale con stratagemmi legislativi alla costruzione di nuovi luoghi di culto, a chi a cuore la laicità preme conoscere quale è la prospettiva che è riservata alla città dopo il 5 giugno."

Le risposte che saranno restituite entro il giorno 1  giugno alla casella di posta Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. saranno rese pubbliche sul sito milanolaica.it., sui canali social  e tramite newsletter agli iscritti dell'associazione Amici della Consulta milanese per la laicità delle istituzioni e ai simpatizzanti.

Il nostro impegno è qui finalizzato a favorire la discussione su certe questioni, spesso dimenticate e omesse, in modo da permettere a tutti, a seconda delle proprie convinzioni, una scelta libera, informata e consapevole, metodo proprio di chi ha a cuore la laicità.

In allegato la lettera standard che è stata spedita a tutti i candidati sindaco.

Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
per contatti: Marco Mori. 380-5311713

Oddio! Il gender!

Presentazione del libro di Chiara Lalli

“Tutti pazzi per il gender”

Mercoledì 22 giugno ore 18.15

Libreria Claudiana – Via Francesco Sforza 12/a

Al grido “Difendiamo i nostri figli!” un esercito di individui si erge a difesa della natura e dell’ordine delle cose, che sarebbero minacciate da un mostro dalle mille facce e sostenuto da poteri e lobby occulte. Il suo nome è Ideologia del Gender. Ma esiste questa ideologia? Ma che cos’è il Gender? E’ vero poi che alcuni programmi scolastici vogliono annullare le differenze tra maschi e femmine? Il Ministero dell’istruzione vuole davvero diffondere l’omosessualità tra i bambini e insegnare loro come ci si masturba?

La Consulta Milanese per la laicità delle Istituzioni, in occasione del Milano pride e della Pride Week vi invita alla presentazione del libro “Tutti pazzi per il Gender", di Chiara Lalli, edito da Fandango Libri, per un dibattito – tavola rotonda che proverà a suggerirci strumenti e metodi di confronto con gli inventori di questa teoria e a sfatare falsi miti e invenzioni culturali.

Ne parliamo con:

- Chiara Lalli, autrice.

- Paolo Rigliano, psichiatra e psicoterapeuta

- Federico Ferrari, psicologo e psicoterapeuta

Introduce e modera Marco Mori, Coordinatore della Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni

La legge regionale cialtrona

La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni esprime soddisfazione per l'ovvio accoglimento del ricorso per incostituzionalità della legge regionale lombarda sui luoghi di culto.

La Corte Costituzionale ha infatti affermato il 23 febbraio 2016 che la cd legge anti-moschee viola il principio della libertà di culto sancito dalla Costituzione.
La Consulta Milanese, insieme a diverse realtà religiose ed all'ANCI, si era immediatamente attivata, più di un anno fa, con la richiesta di audizione presso la commissione regionale, cui aveva partecipato la Coordinatrice insieme al Prof. Alberto Fossati, docente di Diritto Pubblico all’Università Cattolica del Sacro Cuore.

Osteggiata da più parti ma voluta fortemente dal presidente Maroni, in funzione anti-Pisapia, la legge nr. 3 del 2015 era stata subito impugnata da ASGI (Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione) e APN (Avvocati per Niente) attraverso un'istanza congiunta al Governo. Diverse ed importanti realtà cattoliche, musulmane, evangeliche e induiste, insieme alla Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni avevano aderito all'appello.

Finalizzato il ricorso da parte Governo, fu definito da Maroni una delle "balle della solita sinistra intollerante e cialtrona".

Ora, dopo la decisione della Corte Costituzionale che emette una sentenza scontata, ci chiediamo a chi vada indirizzata l'accusa di cialtroneria. Forse a chi ha costretto avvocati e funzionari dello Stato pagati dai contribuenti a lavorare su un ricorso avverso una legge inutile e strumentale?

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