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Comunicato stampa »

COMUNICATO

La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni apprezza l’iniziativa del provvedimento preso dagli Assessori Majorino e Tajani, con l’appoggio del Sindaco e di tutta la Giunta, di estendere alle coppie di fatto, anche omosessuali, il fondo anticrisi del Comune di Milano nella parte destinata al sostegno al reddito.

Si tratta di una iniziativa epocale nel territorio milanese, in netta discontinuità con il passato e che va, soprattutto, nella direzione di garantire gli stessi diritti a tutti i cittadini; laicità delle Istituzioni, tra l’altro significa , dare uguali opportunità e pari dignità a tutte e tutti attraverso regole che mirino all’azzeramento di ogni discriminazione.

Con l’equidistanza da ogni dinamica di partito che la contraddistingue per sua stessa mission, la Consulta, tuttavia, non può che chiedersi come tutti coloro i quali si sono schierati contro questo provvedimento potrebbero giustificare l’erogazione di aiuti solo ad “alcuni” e non a “altri”, atteggiamento da cui ambienti cattolici ai quali il quotidiano Avvenire ha dato voce non si sono discostati, criticando anzi aspramente il provvedimento stesso. Auspichiamo che a livello locale non si scateni una campagna ostile verso questi decisioni prese dall’Amministrazione Comunale.

Siamo certi che questo provvedimento , come anche l’impegno , recentemente rinnovato, del Sindaco a istituire il registro delle coppie di fatto, darà a Milano quegli strumenti di riconoscimento dei diritti di cittadinanza anche a chi finora ne è stato escluso.

Una città laica, perciò plurale »

Una città laica, perciò plurale

Venerdì 17 Febbraio 2012, ore 20.30

Sala Alessi di Palazzo Marino, Piazza della Scala 2

Laicità, democrazia, diritti di cittadinanza, libertà di scelta e di coscienza individuale sui temi “eticamente sensibili”, pluralismo: sono questioni ancora aperte nel nostro paese.
L’iniziativa di quest’anno, giunta alla quarta edizione, si propone di sostenere quei diritti di cittadinanza per i quali le amministrazioni locali, in particolare i Comuni, possono fare molto per riconoscerli: i diritti delle coppie di fatto, la libertà di scelta personale sulle questioni di fine vita, il diritto per ogni comunità di fede di avere un luogo dignitoso di incontro.
Con la promozione di spazi di libertà e democrazia, le istituzioni devono contrstare ogni abuso che fa prevalere nel proprio ambito una sola opinione: pensiamo a ciò che avviene per l’obiezione di coscienza in campo sanitario o per l’esposizione di simboli religiosi negli spazi pubblici.

SALUTO ISTITUZIONALE
Basilio Rizzo: Presidente del Consiglio Comunale di Milano

INTRODUZIONE
Samuele Bernardini: Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni

INTERVENTI
Le ragioni di una “giornata della libertà di coscienza, di religione e di pensiero”
Valdo Spini, consigliere comunale di Firenze, già deputato

Libertà di coscienza e obiezione di coscienza: usi e abusi
Chiara Lalli, bioeticista , autrice del volume “C’è chi dice no. Dalla leva all’aborto. Come cambia l’obiezione di coscienza”

Diritti di cittadinanza e amministrazione della città
Maria Grazia Guida, Vice sindaco di Milano

POLITICHE ED ESPERIENZE INNOVATIVE DI ALCUNI COMUNI LOMBARDI:
TESTIMONIANZE
Paolo Strina, sindaco di Osnago:
il registro comunale per il testamento biologico

Ermes Severgnini, consigliere comunale di Cernusco S/N:
famiglie anagrafiche e di fatto

Andrea Ronchi, consigliere comunale di Cinisello Balsamo:
la delibera per il testamento biologico

Nel corso della serata saranno eseguiti brani musicali della tradizione ebraica, Rom e popolare a cura della Orchestrina Katerinke

La Costituzione della Repubblicana italiana: da conoscere e applicare »

Primo ciclo ore 18.30

12 dicembre 2011
Salone degli Archi Corso Garibaldi 116 – Milano
La nascita della Costituzione
Prof. Valerio Onida – Presidente emerito della Corte Costituzionale

19 dicembre 2011
Salone degli Archi Corso Garibaldi 116 – Milano
I diritti fondamentali nella Costituzione della Repubblica
Prof.ssa Barbara Randazzo, docente di Diritto Costituzionale – Università degli Studi di Milano

09 gennaio 2012
Sede C.A.M. Corso Garibaldi, 27 ang. Via Giorgio Strehler, 2 – Milano
Il principio di laicità dello Stato
On. Prof. Domenico Maselli, docente di Storia del Cristianesimo e delle Chiese – Università degli Studi Firenze

16 gennaio 2012
Sede C.A.M. Corso Garibaldi, 27 ang. Via Giorgio Strehler, 2 – Milano
L’unità nazionale alla luce dei principi costituzionali
Prof.ssa Marilisa D’Amico, docente di Diritto Costituzionale – Università degli Studi di Milano

23 gennaio 2012
Sede C.A.M. Corso Garibaldi, 27 ang. Via Giorgio Strehler, 2 – Milano
Le donne dell’Assemblea Costituente e nella Costituzione
On. Giancarla Codrignani, docente, politologa

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Ingresso libero

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Ad ogni incontro si leggeranno gli articoli della Carta costituzionale oggetto di trattazione.

Le religioni nella scuola pubblica: una proposta »

In occasione della pubblicazione del libro di Mariachiara Giorda e Alessandro Saggioro «La materia invisibile – Storia delle religioni a scuola», Edizioni EMI, la Consulta milanese per la laicità delle istituzioni, in collaborazione con il Centro Culturale Protestante e l’Associazione 31 Ottobre invitano all’incontro sul tema

Le religioni nella scuola pubblica: una proposta

Intervengono:

Presiede Paolo Naso docente di Scienza Politica all’università La Sapienza di Roma.

La recente pubblicazione del libro di Giorda e Saggioro riprende una riflessione sulla “materia invisibile” nella scuola pubblica: un insegnamento delle religioni che consenta alle nuove generazioni di confrontarsi con i coetanei venuti da ogni parte del mondo che portano con sé altre credenze, conoscenze e regole di comportamento.

Un insegnamento laico e pluralista, che contribuisca a formare cittadini consapevoli della complessità delle fedi religiose o morali e delle diverse concezioni mondo, è il presupposto per formare cittadini informati, non ignoranti, che assicurano nella società la libera, civile e pacifica convivenza tra tutti, siano essi credenti, atei, agnostici, razionalisti, scettici, indifferenti od altro.

Sala attigua alla Libreria Claudiana
Via Francesco Sforza 12/a – 20122 Milano
tel. 02.76.02.15.18

ingresso libero

Osservatorio laicità alle elezioni »

La Consulta milanese per la laicità delle istituzioni, in occasione delle elezioni comunali, ha lanciato un

osservatorio dei candidati

in cui vengono raccolte le posizioni sui temi relativi alla laicità di tutti i candidati che vorranno rispondere alle nostre domande.

Consulta l’osservatorio per esprimere un voto consapevole ed informato!

Giornata nazionale della libertà di scelta sulla propria vita »

LA CONSULTA MILANESE ADERISCE ALL’APPELLO:

PROCLAMIAMO IL 9 FEBBRAIO GIORNATA NAZIONALE

DELLA LIBERTA’ DI SCELTA SULLA PROPRIA VITA”

NO ALLA TORTURA DI STATO

Per il prossimo 9 febbraio il Governo, su proposta della sottosegretaria Roccella, ha istituito la Giornata degli Stati Vegetativi. Decisione moralmente mostruosa, poiché offende la memoria di Eluana Englaro, che in quel giorno, dopo 17 anni di non vita, vedeva due anni fa rispettata la sua volontà sul proprio corpo, portata avanti con coraggio, determinazione e amore paterno da Beppino Englaro.

Decisione che ufficializza come “delitto” una sacrosanta sentenza della magistratura. Decisione che infanga la Costituzione, poiché con essa il governo intende addirittura solennizzare la pretesa che la vita di ogni cittadino, anziché appartenere a chi la vive, sia alla mercé di una maggioranza parlamentare.

Di fronte a tutto ciò, diventa doveroso che tutta l’Italia democratica e laica proclami il 9 febbraio Giornata nazionale della libertà di scelta sulla propria vita, onorando così la memoria di Eluana Englaro, di Piergiorgio Welby, di Luca Coscioni, e dei tanti altri che oltre alla tragedia della condanna a morte per malattia hanno dovuto affrontare anche la violenza di coloro che vogliono costringere i malati alla tortura delle sofferenze terminali, quando essi non lo ritengono accettabile e dignitoso per se stessi.

La Consulta Milanese per la Laicità delle Istituzioni, aderisce all’appello della Consulta Torinese per la Laicità delle Istituzioni e della rivista MicroMega, e chiede:

- a  tutte e tutti i cittadini e a tutte le associazioni,

- al mondo accademico e della cultura,

- agli amministratori pubblici e ai partiti politici,

che si riconoscono nei valori della Costituzione e che sentono il dovere di rispettare e far rispettare la decisione di ciascuno sul proprio fine-vita, di aderire all’appello inviando una mail a: info@milanolaica.it

I candidati alle primarie per il sindaco di Milano e la laicità »

La Consulta milanese per la laicità delle Istituzioni ha inviato una lettera aperta a Stefano Boeri, Valerio Onida, Giuliano Pisapia, Michele Sacerdoti per conoscere la visione dei candidati alle primarie per la corsa a sindaco di Milano sul tema generale della laicità delle Istituzioni  e, in particolare, per quanto concerne l’azione amministrativa degli enti locali su questo  importante fondamento della democrazia e della convivenza civile.

4 sono stati i gli argomenti sottoposti dalla Consulta ai candidati:

i luoghi di culto per i credenti di fede islamica per un reale dialogo positivo con le sedi di organizzazione dell’islam a Milano, della qual cosa dovrebbe farsi carico l’amministrazione comunale;

le volontà di fine vita. Molti comuni italiani, piccoli e grandi, hanno raccolto le dichiarazioni  dei cittadini che pure se non  legalmente vincolanti, rappresentano una chiara e rassicurante indicazione per sanitari e famigliari. Milano non può essere da meno, contribuendo così a creare un clima culturale di dibattito profondo , peraltro già presente nell’opinione pubblica, efficace  anche per   le decisioni di competenza del Parlamento;

la registrazione da parte dell’amministrazione comunale, su base volontaria, delle coppie di fatto, senza alcuna discriminazione al fine di evitare ogni tipo di penalizzazione e rendere omogenea l’offerta culturale che deve essere improntata su criteri di laicità;

un atteggiamento da parte del Comune di Milano coerente con i principi costituzionali per quanto riguarda l’esposizione dei simboli religiosi . (La Consulta milanese ha dato  il completo consenso alla sentenza della Corte europea dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali del 3 novembre 2009.)

I 4 candidati con chiarezza e onestà intellettuale hanno risposto con 4 intense comunicazioni.

Di seguito alcuni stralci, la corrispondenza completa sul sito www.milanolaica.it

Michele Sacerdoti ci scrive” ho ricevuto  la lettera ai candidati alle primarie. La sottoscrivo pienamente e comunico di aver aggiornato il mio programma elettorale sul  mio sito con un capitolo specifico sulla laicità dell’amministrazione comunale.”  Sacerdoti ci informa  e precisa anche che sia il tema dei luoghi di culto per i credenti, sia quello del registro delle  unioni di fatto erano già presenti nel suo programma.  A seguito della lettera della Consulta milanese, Sacerdoti ha aderito ai 12 punti programmatici della Consulta stessa ( vedi www.milanolaica.it) e si dice d’accordo sia alla sottoscrizione  di una dichiarazione di fine vita a livello comunale che anticipi la normativa statale sia  con un atteggiamento di laicità nell’esposizione dei simboli religiosi.  Sacerdoti, nell’ambito della sua campagna,   ha inoltre prodotto un comunicato stampa con il quale ha aderito pubblicamente alle richieste della Consulta milanese per la laicità delle Istituzioni.

Giuliano Pisapia ha risposto “volentieri  proprio perché fate richiamo a valori dei quali sono profondamente convinto e che hanno improntato l’insieme delle mie esperienze, azioni, idee come avvocato, come parlamentare ma, soprattutto, come cittadino di questa Repubblica.”  Pisapia ci dice che se da un lato i valori costituzionali e prima di ogni altro la laicità delle istituzioni e della politica ci permettono di costruire un Paese capace di accogliere e di innovarsi, di riconoscere le differenze ma costruire non indistinti aggregati ma una società, di affermare diritti e di accettare i doveri della convivenza, la questione dell’esposizione dei simboli religiosi non è di facile soluzione, pur se è doveroso affrontarla. Non ha dubbi sulla normativa di fine vita, ma dice di non essere certo che sia il  Comune a doversi pronunciare in materia, mentre serve che il sindaco , uomo come chiunque altro, possa e debba esprimere il proprio punto di vista spingendo così con autorevolezza verso un approccio laico.Netto si di Pisapia sull’istitutizione del registro delle coppie di fatto.

Stefano Boeri ci dice “ho ricevuto la vostra bella lettera alla quale rispondo con grande piacere, perché mi permette di chiarire un punto di vista fondamentale della politica, che sembra messo quotidianamente in discussione: il rispetto del principio di laicità dello Stato.” Boeri ci riferisce di avere proposto, lo scorso settembre, un centro della cultura islamica che comprenda, oltre a un luogo di preghiera, anche spazi di incontro e aggregazione. Ed anche che il Comune  potrebbe  certamente promuovere  la raccolta delle dichiarazioni di fine-vita dei propri cittadini. Sul registro delle coppie di fatto, ritiene  che il Comune possa e debba dare un segnale, che però, allo stato attuale, non può che rimanere simbolico . Il punto dei simboli religiosi viene definito “emblematico”. La sua opinione personale è che affermare che il crocifisso in Italia è solo un simbolo culturale offende non solo il non credente o il credente di un’altra religione, ma soprattutto il cattolico, che vede degradato il suo simbolo religioso a qualcos’altro.

Valerio Onida risponde “vorrei anzitutto dirvi che le mie idee e le mie posizioni sul tema della laicità delle istituzioni risultano da vari scritti pubblici, fra i quali mi permetto di ricordarvi il saggio “Le premesse storiche della laicità all’italiana”, comparso nella rivista “Filosofia e Teologia”, n. 2 del 2007, pagg. 266-272.”.Sui luoghi di culto ci dice che la loro realizzazione non riguarda gli enti pubblici, bensì le comunità religiose interessate. Il Comune deve garantire i diritti di tutti, poiché la libertà di culto è garantita a tutte le confessioni dalla Costituzione e, qualora  si adotti una legislazione che prevede contributi pubblici per la realizzazione di edifici di culto, ad essa debbono potere accedere in condizioni di eguaglianza tutte le confessioni. Il testamento biologico è di pertinenza nazionale. La tutela delle coppie di fatto di ogni tipo rientra nell’ambito della tutela costituzionalmente dovuta alle formazioni sociali di cui è parola nell’art. 2 della Costituzione. L’eventuale esposizione di simboli religiosi in luoghi di pertinenza del Comune deve seguire le regole della laicità, intesa come divieto di identificazione delle istituzioni politiche con una confessione religiosa.

Risposta di Michele Sacerdoti »

Segue la risposta di Michele Sacerdoti alla lettera aperta della Consulta in occasione delle primarie del PD:

Gentile Signora De Gaetano,

ho ricevuto ieri sera da Margherita Franchetti la sua lettera ai candidati alle primarie.

La sottoscrivo pienamente e le comunico di aver aggiornato il mio programma elettorale sul sito www.sacerdotiamamilano.it/progrsac2010.pdf con un capitolo specifico sulla laicità dell’amministrazione comunale.

Il tema della moschea e del registro delle unioni di fatto erano già presenti nel programma.

La prego di inviarmi una versione digitale della lettera perché la possa caricare sul mio sito.

Appena ricevuta le segnalo che la mia adesione sarà oggetto di un mio specifico comunicato stampa.

Cordialmente

Michele Sacerdoti

Risposta di Giuliano Pisapia »

Segue la risposta di Giuliano Pisapia alla lettera aperta della Consulta in occasione delle primarie del PD:

Cari amici,

rispondo volentieri alla vostra lettera proprio perché fate richiamo a valori dei quali sono profondamente convinto e che hanno improntato l’insieme delle mie esperienze, azioni, idee come avvocato, come parlamentare ma, soprattutto, come cittadino di questa Repubblica.

Non mi sono limitato, quando mi è stato richiesto, a giurare sulla Costituzione ma ho sempre cercato di fare sì che i suoi principi fossero guida, valore fondativo, ancoraggio sicuro per orientarsi nel mondo che cambia.

In questo incessante cambiamento, i valori costituzionali e prima di ogni altro la laicità delle istituzioni e della politica ci permettono di costruire un Paese capace di accogliere e di innovarsi, di riconoscere le differenze ma costruire non indistinti aggregati ma una società, di affermare diritti e di accettare i doveri della convivenza.

Questo è possibile se non si pensa che ci sia una morale, un comportamento, una filosofia o una religione che pensino sé come superiore o, peggio, unica.

Ci sono guida i principi della Carta del 1948, il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’uomo, lo sviluppo culturale, l’incivilimento – come lo avrebbe chiamato il nostro grande, laico, democratico concittadino Carlo Cattaneo.

Venerdì sono stato ospite della Casa della Cultura Islamica, in via Padova, e ho visto con i miei occhi cosa significhi praticare il proprio culto in un luogo adattato con fatica e difficoltà. Un luogo – peraltro – vivo, pieno di iniziative, in cui dalla fondazione nel 1993 il sermone è in arabo e in italiano, da cui partono decine di iniziative che, tra l’altro, hanno portato a lavorare con tante associazioni italiane per un progetto di rilancio della lunga via che ospita davvero gran parte del mondo. E ho trovato lì le ragioni materiali della proposta che ho fatto – sulla base della mia sensibilità e delle mie convinzioni profonde – a proposito della rapida soluzione della disponibilità a Milano di luoghi adatti alla celebrazione del culto islamico. A Milano tutti devono poter pregare in condizioni dignitose e in sedi adeguate, non nei garages o nelle palestre.

Non ho dubbi sulla normativa di fine-vita, sul testamento biologico e le altre forme di espressione della libertà delle persone. Non si tratta di stabilire obblighi ma di riconoscere un diritto, come ha detto qualche anno fa – e mi colpì moltissimo il contrasto con la situazione del nostro Paese – la Conferenza Episcopale della Spagna.

Non sono certo che il comune, come istituzione, debba pronunciarsi in materia e non sono convinto che debba organizzare un diritto individuale, perché l’azione pubblica trova un limite – così penso – dinanzi a scelte così fondamentali e così intimamente legate ad un universo di senso e di sentimenti in cui entrare è di per sé un danno. Se ci pensiamo bene, è proprio la stessa ragione per cui va contrastato il fondamentalismo “tridentino” dei difficili anni che abbiamo passato e che vorremmo non tornassero.

E’ certo, invece, che il sindaco, uomo come chiunque altro, può e deve – credo – esprimere il suo punto di vista e se la sua autorevolezza può spingere verso un approccio laico questo è quanto serve, con la misura necessaria ed inevitabile, doverosa, in questi campi delicatissimi. Laico è contrapposto a ideologico, non a cattolico.

Ho detto dai primi di luglio, quando ho reso pubblica la mia decisone di candidarmi alle primarie del centrosinistra, quando molti dicevano che era troppo presto (quando è troppo presto per dire ciò che si pensa e per preparare ciò che si deve fare per cambiare una città mal governata da quasi vent’anni?) che due sarebbero stati i primi atti da sindaco: la revoca delle ordinanze coprifuoco e la istituzione del registro delle coppie di fatto. Tutte le coppie di fatto, frutto delle scelte di vita e di convivenza dovute alle ragioni più diverse ma comunemente fondate su caratteri di solidarietà, di affetto, di amore: chi può giudicare il “grado” di questi rapporti, chi può dichiararne l’esistenza solo in base a requisiti formali o a tradizioni, per quanto annose possano essere?

E, naturale corollario, su questa base riconoscere diritti alle persone che nascono proprio dalla condivisione di affetto e destino.

L’ultima vostra proposta presenta un problema di non facile soluzione: non siamo in Francia. Come tanti della mia generazione sono stato affascinato da Robespierre e da Napoleone, dal codice amministrativo e da quello civile, dalla laicità intransigente dello Stato e dalla potenza e dalla efficacia della sua amministrazione pubblica. Posso lavorare per raggiungere quei livelli ma sono anche consapevole che per ora ne siamo abbastanza lontani. Peraltro, dobbiamo essere consapevoli che quel modello mostra qualche punto di fatica e di usura.

Mi pongo un obiettivo (forse, non sono poi così certo) più modesto: mi voglio ispirare alla “triade repubblicana”, in cui libertà e uguaglianza possono essere raggiunte tenendo presente il metodo della fratellanza.

Credo che faremo molte cose insieme.

Con i saluti più cordiali

Giuliano Pisapia

Risposta di Valerio Onida »

Segue la risposta di Valerio Onida alla lettera aperta della Consulta in occasione delle primarie del PD:

Con riferimento alla vostra richiesta indirizzata ai candidati alle primarie del centrosinistra a Milano, vorrei anzitutto dirvi che le mie idee e le mie posizioni sul tema della laicità delle istituzioni risultano da vari scritti pubblici, fra i quali mi permetto di ricordarvi il saggio “Le premesse storiche della laicità all’italiana”, comparso nella rivista “Filosofia e Teologia”, n. 2 del 2007, pagg. 266-272.

Quanto ai punti specifici che interessano l’amministrazione del Comune di Milano:

  1. La realizzazione e l’utilizzo dei luoghi di culto, e quindi delle moschee per gli islamici, non riguardano compiti diretti degli enti pubblici (onde è del tutto improprio che esponenti delle istituzioni si esprimano sulla necessità o meno, sulla possibilità o meno di realizzare, o sulle caratteristiche che dovrebbero o non dovrebbero avere le moschee), ma le comunità religiose interessate. Nell’esercizio della libertà di culto garantita a tutte le confessioni dalla Costituzione anche le comunità islamiche hanno diritto di realizzare e usare, ovviamente in conformità alle leggi e alle norme urbanistiche, i loro luoghi di culto. Se si adotta una legislazione che prevede contributi pubblici per la realizzazione di edifici di culto, ad essa debbono potere accedere in condizioni di eguaglianza tutte le confessioni, indipendentemente dal fatto che esse
    abbiano o meno un’intesa con lo Stato, come è stato chiarito ripetutamente dalla Corte costituzionale (sentenze n. 195 del 1993; n. 346 del 2002: di quest’ultima pronuncia sono stato relatore e redattore io stesso). Il Comune deve garantire i diritti di tutti.

  2. La questione del testamento biologico è questione di pertinenza della legislazione nazionale, di cui è auspicabile l’intervento; non sarebbe opportuna, penso, una regolamentazione differenziata per Regioni o addirittura per Comuni di un aspetto così delicato che tocca diritti fondamentali della persona.

  3. La tutela delle coppie di fatto di ogni tipo rientra nell’ambito della tutela costituzionalmente dovuta alle formazioni sociali di cui è parola nell’art. 2 della Costituzione, come ha ricordato da ultimo anche la Corte costituzionale nella sentenza n. 138 del 2010 (“Per formazione sociale deve intendersi ogni forma di comunità, semplice o complessa, idonea a consentire e favorire il libero sviluppo della persona nella vita di relazione, nel contesto di una valorizzazione del modello pluralistico. In tale nozione è da annoverare anche l’unione omosessuale, intesa come stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso, cui spetta il diritto fondamentale di vivere liberamente una condizione di coppia, ottenendone – nei tempi, nei modi e nei limiti stabiliti dalla legge – il riconoscimento giuridico con i connessi diritti e doveri.”). Le forme e i modi della tutela vanno definiti con riferimento ai singoli temi.

  4. Anche l’eventuale esposizione di simboli religiosi in luoghi di pertinenza del Comune deve seguire le regole della laicità, intesa come divieto di identificazione delle istituzioni politiche con una confessione religiosa.

Milano, novembre 2010

Cordialmente

Valerio Onida

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